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Controllo genitori su iOS 27: le 5 impostazioni che contano

Account per bambini, limiti di tempo, orari, navigazione, contatti: cosa cambia davvero il controllo genitori di iOS 27, e cosa non risolve.

Pubblicato il 15 settembre 2026 7 min di lettura

Scritto da Nicolas Carrion creatore di pourquoi.app

Apple ha pubblicato iOS 27 il 14 settembre. Per i genitori è la prima vera revisione del Tempo di utilizzo dal suo debutto nel 2018.

Non è un cambio di facciata. La logica si ribalta: invece di consentire tutto e disattivare caso per caso, si parte da un dispositivo chiuso e si apre quello che si vuole.

Ecco le cinque impostazioni che fanno la differenza, e cosa lasciano fuori.

In breve: iOS 27 rifà il controllo genitori. I limiti passano per categorie di app invece che app per app, gli orari si regolano giorno per giorno, e il bambino deve chiedere il permesso prima di aprire un sito nuovo o raggiungere un contatto nuovo. Le richieste di autorizzazione restano riservate agli account per bambini. I limiti di tempo e gli orari, invece, si impostano anche per sé. Con una riserva non da poco: il codice ce l'hai tu, quindi il limite si toglie in due secondi.

Una revisione, non un ritocco

Due cose prima dei dettagli.

Primo, tutti i dispositivi di In famiglia devono essere passati alla versione 27. iPhone, iPad, Mac. Altrimenti la famiglia resta al funzionamento precedente.

Secondo, la dashboard è stata ridisegnata. L’utilizzo medio e le app più aperte si vedono senza scavare nei sottomenu. Si può mettere in pausa il dispositivo il tempo di un pasto, o aprire l’accesso per una durata precisa, con un tocco. E le impostazioni arrivano più in fretta sul dispositivo del bambino, uno dei rimproveri più costanti alla versione precedente.

Una novità più discreta: «Condividi sui dispositivi» ora sincronizza i limiti e gli orari tra iPhone, iPad e Mac.

1. L’account per bambini

È la base: tutto il resto ne deriva.

L’account per bambini è obbligatorio sotto i 13 anni e resta disponibile fino ai 18. Attiva in tutto il sistema protezioni adatte all’età: siti per adulti filtrati, contenuti limitati, App Store ristretto.

Alla configurazione di un dispositivo ci sono tre punti di partenza: poche app essenziali, un insieme consigliato, o una selezione scelta app per app.

Novità discreta ma utile: i genitori possono condividere la fascia d’età del figlio con le app di terze parti senza darne la data di nascita. Le app che lo supportano possono poi adattare ciò che mostrano.

2. I limiti di tempo

È il cambiamento più concreto nella vita di tutti i giorni.

Finora si metteva un limite app per app. L’app installata il mese dopo arrivava senza tetto, e bisognava ricordarsene.

iOS 27 ragiona per categoria. Intrattenimento, Giochi, Social. Si fissa un tetto per la categoria e le app se lo dividono. Un’app nuova messa in Giochi eredita subito il tetto dei giochi.

Tre dettagli che contano:

  • Si possono creare categorie proprie e spostare un’app dall’una all’altra.
  • I siti legati a un’app seguono lo stesso tetto. Aprire un social da Safari non aggira più il suo limite.
  • Apple propone una durata di partenza in base all’età, appoggiata ai lavori dell’American Academy of Pediatrics. Il cursore indica se l’impostazione resta nelle raccomandazioni generali.

Quel suggerimento è un punto di partenza, non una norma. Per capire quale cifra mettere, misurare una settimana dà una base più solida di una media generale. Un’ora di gioco con gli amici e un’ora di scroll da soli non si equivalgono, e nessun contatore coglie la differenza.

3. Gli orari del Tempo di utilizzo

Il tetto dice quanto tempo. L’orario dice quando.

Si può decidere quali categorie sono disponibili in quale momento della giornata, con regole diverse a seconda dei giorni. Social chiusi durante le ore di scuola, giochi non disponibili dopo le 21, weekend più morbido.

È la funzione che somiglia di più alle regole che le famiglie già dicono ad alta voce. La differenza è che non ha bisogno di essere ripetuta ogni sera.

4. Ask to Browse

Sul modello di Chiedi di acquistare, Apple aggiunge la navigazione.

Quando il bambino vuole aprire in Safari un sito che non ha mai visitato, invia una richiesta. Il genitore la riceve in Messaggi, guarda il sito, accetta o rifiuta. Una volta approvato il sito, il bambino ci torna liberamente.

È una lista di permessi che si costruisce poco a poco, invece di un filtro che prova a indovinare in anticipo cosa sia accettabile. Regge meglio con un bambino piccolo.

Da mettere comunque in conto: un ragazzino che fa ricerche per i compiti può inviare parecchie richieste nelle prime settimane.

5. Chi può raggiungere il bambino

Due impostazioni distinte, sullo stesso tema.

Prima l’approvazione dei contatti. Un numero o un account nuovo va convalidato prima che il bambino possa scambiare messaggi in Telefono, FaceTime o Messaggi.

Poi la Sicurezza della comunicazione. Sfocava già le immagini di nudità. Ora blocca anche i contenuti violenti nelle foto e nei video condivisi, comprese le chiamate FaceTime, e funziona in più app di terze parti.

Un bambino sdraiato su un divano, assorto nello schermo di un tablet appoggiato alle ginocchia
All'uscita da scuola, lo schermo torna spesso al suo posto.

Cosa queste impostazioni non risolvono

Tutto questo è una buona notizia. Non copre tutto, e tanto vale dirlo apertamente.

Un limite risponde a «quanto tempo», non a «perché lo sto aprendo». Trenta minuti di social passano altrettanto in fretta quando non li hai scelti. Il limite arriva alla fine, quando il tempo è già andato.

Le impostazioni si fermano a 18 anni. Quel che resta dopo è ciò che il ragazzo ha imparato a notare da solo. Una regola applicata dall’esterno per dieci anni non diventa da sola un riflesso il giorno della maggiore età. È lo stesso limite osservato con il divieto del telefono a scuola: la regola protegge un luogo e un orario, poi si ferma all’uscita. E quando cede prima dei 18, è un altro discorso: che fare quando tuo figlio aggira il controllo genitori.

E per sé non regge allo stesso modo. Due di queste impostazioni esistono sul proprio iPhone: i limiti di tempo e gli orari si mettono anche per sé, in Impostazioni → Tempo di utilizzo. Le richieste di autorizzazione, invece, richiedono un account per bambini.

Come usarli per sé, con categorie su misura e tre configurazioni, è l’oggetto della guida ai limiti di tempo.

Solo che, dal lato del bambino, il sistema regge perché il codice del Tempo di utilizzo sta dal genitore: il limite lo mette qualcun altro. Sul proprio iPhone nessuno custodisce quel codice al posto tuo. Lo conosci. Mettere il limite richiede un minuto, toglierlo due secondi, e niente lo impedisce. È proprio il problema che pourquoi.app prende da un altro verso, chiedendo perché stai aprendo un’app invece di bloccare lo schermo.

Il telefono del bambino ha finalmente una cornice vera. Quello dei genitori continua a non avere orari, ed è quello che i figli vedono di più.

Domande frequenti

Bisogna aggiornare tutti i dispositivi della famiglia?

Sì. Il nuovo Tempo di utilizzo richiede che tutti i dispositivi di In famiglia siano alla versione 27, iPhone, iPad e Mac compresi. Un dispositivo rimasto indietro mantiene il funzionamento precedente.

Da che età è obbligatorio l’account per bambini?

È obbligatorio sotto i 13 anni. Oltre resta disponibile fino ai 18, a scelta dei genitori.

I limiti di tempo sostituiscono le limitazioni per singola app?

Aggiungono un tetto per categoria, come Giochi o Social. La differenza pratica: un’app installata più tardi eredita il tetto della sua categoria, invece di arrivare senza alcun limite.

Queste novità aiutano un adulto a limitare il proprio uso?

In parte. I limiti di tempo e gli orari si impostano anche per sé, in Impostazioni → Tempo di utilizzo. Le richieste di autorizzazione richiedono un account per bambini. La riserva resta la stessa: conosci il tuo codice del Tempo di utilizzo, quindi il limite si toglie in due secondi.

E se lo provassi?

pourquoi.app pone una domanda calma prima dell’automatismo. La domanda all’apertura è gratuita, senza blocchi. Un secondo di pausa a volte basta a cambiare la giornata.

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